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Avatar: The Game - Recensione
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Creature blu ed un pianeta tutto da scoprire!
Recensioni - Ubisoft è una software house che si occupa di sviluppo, produzione e distribuzione di videogiochi in tutto il mondo. Fondata nel 1986 con sede a Montreal, ha introdotto nel mercato numerose novità attraverso una serie di famose creazioni, come Prince of Persia, Rayman, Ghost Recon o il recente Assassin’s Creed, e ora ci presenta il frutto videoludico del colossal cinematografico che sta sbarcando con enormi successi in tutto il mondo: ecco a voi Avatar: The Game.
Storia e personaggi
La storia che fa da sfondo al gioco è il primo elemento che si distacca dalla pellicola cinematografica. Gli eventi si svolgono due anni prima di quelli del film sul pianeta Pandora, un luogo primordiale abitato dai Na’vi: una razza di indigeni alieni dalla pelle blu, alti tre metri e con una spiccata propensione verso la spiritualità ed il contatto con la natura. Un gruppo interstellare di origine terrestre, l’RDA, è approdato su Pandora per sfruttarne i ricchissimi giacimenti minerari e creare un enorme giro d’affari. Per realizzare questo piano, però, le forze terrestri sono pronte a tutto: decidono così di invadere e sopprimere i Na’vi, distruggendo un ambiente incontaminato per i propri sporchi interessi, ma gli esseri blu sono dei forti guerrieri.
La schermata di selezione del personaggio ci fa intuire che giocheremo sia in sembianze umane che in quelle di Avatar, dei Na’vi creati artificialmente nei quali trasferire coscienze umane, ma dopo i primi momenti di gioco il nostro soldato scelto Ryder si troverà a prendere una decisione cruciale che determinerà le caratteristiche e gli sviluppi futuri della vicenda.
Grafica e Game Design
Nonostante lo sviluppo sia stato affidato allo studio Ubisoft Montreal, il comparto tecnico del gioco ha deluso le aspettative riposte nel tie-in di James Cameron. In particolare, la prima cosa che salta all’occhio è la scarsità di poligoni con la quale sono stati creati i modelli, inclusi i protagonisti, e gli shader non rendono affatto giustizia all’ambiente meraviglioso e selvaggio di Pandora, che soffre chiaramente l’assenza di un’illuminazione dinamica. Le texture sono realizzate in maniera altalenante e non sempre riescono a soddisfare la vista del giocatore e, tralasciando un fastidioso effetto pop up, le cose peggiorano quando ci si trova in ambienti ricchi di vegetazione: foglie, piante, cespugli e la flora in generale potevano subire un trattamento più adeguato, sebbene alcuni scorci naturali siano alquanto suggestivi. Animazioni che non fanno gridare al miracolo, fogging diffuso e sfondi inanimati sono all’ordine del giorno nel mondo di Pandora: malgrado il motore grafico sia quello di Far Cry 2, gli sviluppatori non hanno sfruttato appieno le sue potenzialità ottenendo un mediocre risultato. Di rilevanza solo la notevole varietà cromatica.
Una delle feature più attese del titolo è la possibilità di sfruttare la tecnologia 3D che contraddistingue il lungometraggio, a condizione di possedere un monitor che la supporti e occhialini adatti allo scopo, in due parole: un’opzione per pochi appassionati. Il sonoro presenta brani in sottofondo a tema, dai tratti epici ed evocativi, mentre il doppiaggio in italiano non è dei migliori, anche se tutto sommato buono.
Giocabilità e Longevità
La campagna per la conquista del pianeta incontaminato, come annunciato in precedenza, si biforca fin da subito lasciando all’utente la possibilità di preservare o devastare Pandora. Dal punto di vista della trama le differenze sono notevoli, poiché schierandosi dalla parte dei soldati dell’RDA l’obiettivo sarà quello di sottomettere la popolazione autoctona distruggendo il cosiddetto Pozzo delle Anime, una sorta di santuario che lega ogni essere vivente del pianeta dei Na’vi. Se la vostra scelta ricadrà sui nativi blu, invece, avrete esattamente il compito opposto, cioè di difendere l’antico sito ed evitare conseguenze drammatiche per le tribù indigene. Il gameplay, d’altra parte, non si discosta più di tanto sia che optiate per l’una o per l’altra campagna, e a dire il vero non presenta innovazioni di alcun tipo, limitandosi a riproporre meccaniche viste e riviste (fasi a terra, in volo e su mezzi). Un tangibile cambiamento sta nel raggio d’azione della carriera soldato, munito di armi da fuoco a lunga distanza, rispetto alle dinamiche dell’Avatar, che predilige il corpo a corpo (lance e bastoni).
L’elemento action si lega a quello ruolistico attraverso l’introduzione di punti esperienza, cumulabili completando le missioni principali, gli incarichi secondari oppure sconfiggendo semplicemente gli avversari a tiro; il personaggio avrà a disposizione una schermata dedicata alle Armi, un’altra per le Corazze e l’ultima per gestire le Abilità speciali, ed il sistema prevede dei pacchetti di potenziamento che si acquisiscono automaticamente al raggiungimento di un certo numero di XP, cosa che tramuta qualsiasi approccio tattico ad un banale cambio di equipaggiamento. Nei meandri affascinanti del pianeta, inoltre, si può accedere a dei terminali o piante particolari per trasportarsi da una zona all’altra ed accedere ad un simpatico sottogioco chiamato Conquista. Questa modalità, ispirata al Risico, consiste in una prova di strategia che permette al giocatore di conquistare l’intera superficie di Pandora tramite azioni di tipo militare; grazie ai punti esperienza accumulati nel gioco principale sarà possibile creare basi, fortificarle in vari modi e generare unità terrestri ed aeree per liberare porzioni di terreno e tentare la disfatta del nemico, ottenendo numerosi bonus da sfruttare in-game.
Un punto dolente dell’intera creazione di Ubisoft è l’I.A. degli avversari, che non si presta ad alcun tipo di personalizzazione (la scelta del livello di difficoltà sarebbe cosa gradita) e rende gran parte dell’avventura troppo semplice anche per i meno esperti, i quali non avranno alcun problema a proseguire. Anche gli obiettivi secondari, indicati in un’apposita scheda, estendono di poco quella che si può definire una scarsa longevità, la quale si attesta intorno alle 5 ore per la fase di gioco principale.
Conclusioni
Un vero peccato. Le grandi aspettative alimentate dal colossal americano sono sfumate in un gioco mediocre e ripetitivo, addirittura noioso nella sua brevità. Se molti pensavano ad un capolavoro riproposto in forma giocabile si dovranno ricredere e, nonostante le promesse qualitative fatte da James Cameron, prendere atto di quel che è la realtà. Il multipiattaforma avrebbe dovuto far riflettere e ancora una volta di come queste trasposizioni rappresentino un incasso extra che sfrutta l’onda del successo generata dal nome, ormai famoso in tutto il globo. La sensazione è quella di un’idea dalle grandi potenzialità compressa in una mini-avventura per nulla coinvolgente. Il consiglio è di rivolgersi altrove e magari, ammesso che non l’abbiate ancora fatto, andare a vedere il film, che è tutta un’altra storia.
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Giudizio Finale
Pro |
Contro |
Voto Finale |
Ambientazione interessante
Filmati d’intermezzo |
Tecnicamente sotto la media
I.A. non competitiva
Gameplay ripetitivo
Trame troppo simili |
5,8 su 10,0 |
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News
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Pubblicazione
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19/12/09 PS3 Xbox360 Wii PC DS PSP
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Dettagli
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PS3 Xbox360 Wii PC DS PSP
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Genere: Azione
Publisher: Ubisoft
Developer: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
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