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Dragon Age: Origins - Recensione
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Il Ferelden sta per divenire un epico campo di battaglia!
Recensioni - BioWare è un’azienda canadese specializzata nella creazione di videogiochi di ruolo destinati a computer e console. Divenuta celebre grazie a titoli come Baldur’s Gate, Neverwinter Nights e Mass Effect, ci riprova proponendo un mondo innovativo tutto da scoprire: ecco a voi Dragon Age: Origins!
Storia e personaggi
Sono passati quattrocento anni da quando un gruppo di guerrieri, chiamati Custodi Grigi, ha sconfitto le forze del male che avevano invaso il Ferelden. Putroppo l’oscurità non può essere definitivamente abbattuta ma soltanto messa a tacere per un po’ di tempo. Il male è rinato, la Prole Oscura si appresta a devastare ogni cosa guidata dal malefico Arcidemone e Custodi Grigi sono ormai pochissimi. La pace sta per essere spezzata, e l’unica possibilità è distruggere le forze del male ancora una volta. Come da titolo, potrete immergervi in sei diverse “Origini” e vivere un’avventura al limite del dark.
Grafica e Game Design
La realizzazione tecnica di Dragon Age non è uno dei punti forti del gioco. Sebbene per l’occasione sia stato creato il motore grafico Eclipse, il next-gen delude un po’ le aspettative e non riesce a bucare lo schermo come molti speravano. Il problema risiede in primo luogo sulle texture, che troppo spesso risultano “grossolane” e soffrono di bassa definizione. Guardando da vicino i modelli poligonali si nota come quelli riservati all’ambientazione mancano di un certo spessore, ovvero quel tocco in più che avrebbe giovato moltissimo all’atmosfera magica della vicenda, mentre i personaggi sono di discreta fattura, ben delineati ma poveri di dettagli. Le animazioni sono piuttosto convincenti: zoomando durante una battaglia si ha la dimostrazione che i colpi vanno a segno in modo realistico, con tanto di sangue per aria e collisioni precise, poiché i movimenti sono sufficientemente fluidi da simulare anche grandi scontri. In generale il comparto grafico non rivoluziona alcunché, ma il Ferelden presenta una grande varietà di luoghi, dai nuclei urbani e rurali a quelli naturali, e mostra diverse razze in contatto fra loro, nonché ambienti semi-realistici ispirati al periodo medievale e alla vivacità del genere fantasy. Il sonoro emerge per l’ottima qualità del doppiaggio, quasi mai inappropriato, e per le scelte musicali firmate dal compositore Inon Zur, autore di una colonna sonora epica e piacevole che non perde l’occasione di sottolineare i momenti critici inclusi nella vicenda.
Giocabilità e Longevità
Il gameplay di gioco è stata la scelta migliore del team di sviluppo BioWare. Come erede spirituale del mondo dei giochi di ruolo, Dragon Age ricorda il più blasonato Baldur’s Gate fin dai primi attimi di gioco. Gli spostamenti del protagonista sono controllabili sia tramite i tasti direzionali, come fosse un gioco d’azione, sia attraverso un semplice click del mouse sul terreno, caratteristica comune al genere e a questo proposito bisogna ricordare che la telecamera implementata è comunque regolabile a piacimento degli utenti, che possono optare per una classica visione dall’alto, adatta a scelte strategiche, o per una comoda visuale in terza persona. Anche le battaglie godono di un certo grado di interazione da parte dei giocatori, dato che con un semplice tasto è possibile mettere in pausa e pianificare con calma le prossime mosse del party. Questa caratteristica consente di vivere gli scontri in tempo reale, dando i comandi ad ogni personaggio senza interferire col flusso del tempo, ma anche di decidere turno dopo turno la mossa migliore per arrivare alla vittoria, evitando che i nemici ci facciano a pezzi nel bel mezzo delle nostre scelte. I neofiti non avranno quindi alcun problema a rapportarsi con il combat system, ma bisogna ricordare che andando avanti non sempre sarà sufficiente bloccare tutto e dare ordini, perché quel piccolo lasso di tempo utile ad effettuare tale operazione vi farà perdere tempo prezioso, a volte oserei dire vitale. Ed è proprio per questo che è stato inserito il sistema di tattiche nel menù di gioco: si tratta di assegnare ad ogni slot disponibile una eventuale situazione e la corrispondente azione da eseguire in quel caso, il tutto in ordine di priorità. Un esempio può essere: Personale: salute < 25% --> Usa impiastro curativo, che viene tradotto in “Se la salute del personaggio è minore del 25% usa un impiastro curativo”. Interessanti anche le combo che scaturiscono dalle nostre tattiche di gioco, le quali in cambio di un’intensa sperimentazione donano ottime chance di distruggere orde di nemici in pochi istanti. La schermata di gioco è chiaramente user-friendly e votata ad un uso molto intuitivo di tutte le possibilità di azione. Nell’angolo in alto a sinistra c’è il ritratto del protagonista creato attorniato dalla barra della salute e da quella del mana/vigore, al centro un comodo menù a icone permette l’accesso a qualsiasi funzione, statistiche comprese; nell’angolo destro è visibile una comoda mappa circolare e in basso troverete la cosiddetta barra di scelta rapida, che racchiude le magie o i talenti acquisiti tramite i punti esperienza ricevuti per ogni battaglia vinta.
Come ogni GDR che si rispetti, i personaggi rispecchiano le scelte fatte dal giocatore per lo sviluppo; le combinazioni possibili sono veramente troppe se calcoliamo che i fattori in gioco sono la razza, gli incantesimi, i talenti e le specializzazioni, diversi in base alla classe, le abilità e gli equipaggiamenti indossati: un vero surplus di possibilità! Tuttavia gli sviluppatori sono andati oltre ed hanno ampliato la libertà di scelta persino sul lato del carattere/comportamento del pg. Le differenze si notano da subito in base alla razza di appartenenza, ma ben presto saranno i dialoghi e le decisioni prese a deviare pesantemente la storia, nonostante la base sia prestabilita. Durante le soste nelle varie città del regno le libertà vengono ristrette significativamente soprattutto rispetto al potenziale a disposizione, perché villaggi ed accampamenti brulicano di vita e rappresentano sistemi autosufficienti proprio come nella realtà, ciò nonostante l’interazione è ridotta ad un numero esiguo di persone e cose, il che rende molti elementi di gioco pure creazioni architettoniche fini a loro stesse.
Conclusioni
Profondo, longevo, accattivante e divertente, Dragon Age: Origins è sicuramente un gioco da avere nella propria collezione. Una miriade di quest principali vengono affiancate da numerose sub-quest e ulteriormente espanse da contenuti premium scaricabili online, per un minimo di 30-40 ore di gioco vero e proprio. La regia delle cutscene ha un tocco cinematografico e le scelte a carico dei giocatori sono di un numero impressionante, cosa che aumenta il realismo dell’intera opera. Le relazioni interpersonali (talvolta anche ambigue) fanno da sfondo ad un mondo surreale degno di saghe come “Il Signore degli Anelli”, ed unite ad un combat system degno di lode e ad innumerevoli personalizzazioni riducono al minimo i difetti riscontrati per lo più nella realizzazione tecnica. Da provare sicuramente, è consigliato ad appassionati e non.
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Giudizio Finale
Pro |
Contro |
Voto Finale |
Grande profondità e longevità
Ottimo sistema di battaglie
Ampia scelta d’azione |
Tecnica non all’altezza
Libertà a tratti limitata |
8,8 su 10,0 |
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PS3 Xbox360 PC
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Genere: GdR
Publisher: Electronics Arts
Developer: Bioware
Distributore: Electronics Arts
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